Sette e Ottocento
Sant'Antonio Abate all'Esquilino
E' dedicata al santo egiziano che condusse vita eremitica nel deserto e fu considerato il fondatore del monachesimo cristiano; fin dal 1437 si svolgeva qui il 17 gennaio, giorno della festa del santo la speciale e affollatissima benedizione degli animali domestici, di cui il santo è protettore, poi dirottata nel Novecento sulla scalinata della vicina chiesa di Sant’Eusebio per problemi di traffico.
Specifiche | Rettoria-Chiesa nazionale (Russia)-rito bizantino russo-luogo sussidiario di culto della parrocchia di S. Maria Maggiore in S. Vito |
Proprietà | Santa Sede |
Affidamento | Compagnia di Gesù (SJ/SI) |
Accesso | da LUN a VEN 10:30-12:30; SAB 10:30-12:30 e 17:45-20:00; DOM 9:30-12:00 |
Bibliografia | M. Armellini-Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX-1891; C. Rendina - Le Chiese di Roma-Newton-2004; TurismoRoma.it |
Indirizzo | Via Carlo Alberto, 2 – Rione Esquilino |
Realizzazione | Fondata nel 1308, ricostruita nel XV secolo, ristrutturata nel XVIII secolo e nel XX secolo |
Stile architettonico | Rinascimentale e Neclassico |
Architetto | Antonio Munoz (1884-1960) |
da non perdere | “Porta Reale”, “Crocifissione” di Giovanni Odazzi |
Storia
Sorge sull’area della basilica romana di Giunio Basso eretta nel IV secolo e trasformata successivamente nella chiesa di S. Andrea cata Barbara. Qui, alla metà del XIII secolo il cardinale Pietro Capocci fondò un ospedale per accogliere i malati affetti da malattie della pelle, compreso il cosiddetto “Fuoco di Sant’Antonio”. Qualche anno più tardi, Papa Niccolò IV affidò l’amministrazione dell’ospedale ai monaci Antonini, che nel 1308 intrapresero la costruzione di una nuova chiesa, dedicando a S. Antonio tanto la chiesa che l’ospedale. Ricostruita nel 1481 e rimaneggiata più volte fino al XVIII secolo nello stile neoclassico attuale. Nel 1928 la Santa Sede acquistò tutto il complesso; Pio XI fece restaurare la facciata e il portale nel 1932 da Antonio Muñoz, affidando la chiesa ai Padri Gesuiti del Collegio Russicum, centro dedicato agli studi sulla cultura e la spiritualità russa e orientale.
Esterno
La facciata, rifatta da Antonio Muñoz nel 1932, conserva il portale romanico del XIII secolo, probabile opera dei Vassalletto, e unica testimonianza dell’antico ospedale, mentre la scala a due rampe fu aggiunta dopo il 1870 a causa dell'abbassamento della strada.
Interno
L'interno a tre navate, frutto della ristrutturazione settecentesca, si presenta adattato alle esigenze del culto orientale: la chiesa è infatti officiata dai Russi cattolici di rito bizantino slavo. All'inizio della navata destra è la cappella di S. Teresa, opera di Domenico Fontana, del 1583 circa, con stucchi settecenteschi e iconostasi: gli affreschi del tamburo della cupola sono di Nicolò Circignani, detto il Pomarancio (XVI secolo). Al centro si trova la "Porta Reale", aperta solo nei momenti più solenni della celebrazione, al di là della quale si apre l'abside dove è presente un affresco di Giovanni Odazzi. rappresentante la Crocifissione. Nel transetto, la cappella laterale a destra e dedicata ai santi Pietro e Paolo; quella a sinistra è dedicata ai santi Cirillo e Metodio. Alle pareti della navata sinistra sono presenti frammenti di bassorilievi, trovati durante i restauri novecenteschi e databili tra il IX ed il X secolo.
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